Si apre una nuova finestra europea per rafforzare la conoscenza e la tutela dei mari. È online il bando 2026 della Sustainable Blue Economy Partnership, pensato per accompagnare il passaggio dall’assistenza tecnica a progetti strutturati di ricerca e innovazione nell’ambito dell’economia blu.

L’iniziativa intende consolidare il legame tra competenze scientifiche, gestione degli ecosistemi e applicazioni operative, favorendo lo sviluppo di soluzioni capaci di sostenere le politiche ambientali europee e di proteggere la biodiversità marina.

La call consente ai proponenti di utilizzare le infrastrutture messe a disposizione dal partenariato, attive in tutti i bacini marini dell’Unione europea e nell’Oceano Atlantico.

Tra le dotazioni accessibili:

  • navi da ricerca;

  • piattaforme fisse e stazioni sperimentali;

  • piattaforme mobili, inclusi AUV (autonomous underwater vehicles) e alianti aerei;

  • laboratori analitici;

  • banchi di prova e camere a pressione;

  • centri di calcolo ad alte prestazioni;

  • accesso virtuale alle infrastrutture dati.

Un patrimonio tecnologico e scientifico che consente di trasformare il supporto tecnico in ricerca avanzata, generando dati, modelli e soluzioni replicabili su scala europea.

Possono candidarsi enti pubblici e privati, università, centri di ricerca, ONG e altri soggetti stabiliti nei Paesi ammissibili, sia singolarmente sia in consorzi internazionali.

Il bando è aperto dal 20 febbraio 2026 al 29 febbraio 2028, con presentazione delle proposte su base continuativa e cut-off ogni quattro mesi.

La prima scadenza è fissata al 20 giugno 2026, mentre l’ultimo termine utile è il 29 febbraio 2028.

Fonte: The Sustainable Blue Economy Partnership