Si è chiusa a Bologna la prima edizione di R2I – Research to Innovate Italy, l’iniziativa promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e organizzata dalla Regione Emilia-Romagna insieme ad ART-ER, nata per rafforzare il confronto tra territori, Governo e istituzioni europee sulle politiche per la ricerca e l’innovazione.
L’evento, che si è svolto il 12 e 13 maggio 2026, ha registrato numeri significativi: oltre 2.000 partecipanti, 30 eventi e 150 speaker, confermandosi come uno spazio nazionale di lavoro e visione sulle grandi sfide della competitività italiana ed europea.
Il risultato principale della manifestazione è l’avvio di una piattaforma permanente di confronto tra tutte le Regioni italiane, pensata per accompagnare il dialogo istituzionale in vista della nuova programmazione europea 2028–2034 e del futuro delle politiche post-PNRR.
Al centro dei lavori, il ruolo dei territori nella costruzione delle prossime strategie europee per ricerca, innovazione e competitività. Le Regioni hanno evidenziato la necessità di essere maggiormente coinvolte nella definizione delle politiche comunitarie, puntando su semplificazione amministrativa, collaborazione pubblico-privata e valorizzazione degli ecosistemi territoriali.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla proposta della Commissione europea, presentata nel luglio 2025, che prevede circa 409 miliardi di euro complessivi destinati a Horizon Europe e al nuovo Fondo europeo per la competitività. Un passaggio strategico che apre una nuova fase per il sistema della ricerca, dell’industria e dell’innovazione europea.
Tra i temi centrali anche il futuro dei Campioni nazionali e dei centri di ricerca e innovazione nati con il PNRR in ambiti strategici come big data, quantum computing, agritech, biodiversità, mobilità sostenibile e terapie geniche. La sfida indicata dalle Regioni è garantire continuità a queste esperienze, trasformando gli investimenti realizzati in competenze stabili, impatto sui territori e valore per il sistema produttivo.
Ampio spazio è stato dedicato alla questione dei talenti. Secondo i dati discussi durante R2I, tra il 2011 e il 2024 oltre 440mila giovani qualificati hanno lasciato l’Italia, con una perdita economica stimata in circa 160 miliardi di euro. Da qui l’urgenza di politiche integrate capaci di attrarre, formare e trattenere professionalità altamente specializzate, rafforzando il legame tra università, imprese, ricerca e lavoro.
R2I si è svolto in contemporanea con The Bologna Gathering e Q.Stack Quantum Summit Italy 2026, contribuendo a posizionare Bologna come luogo di riferimento europeo per il confronto su ricerca, deep tech e innovazione.
I lavori proseguiranno ora verso l’edizione 2027, già prevista a Bologna, in vista della presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea nel primo semestre del 2028. Una traiettoria che conferma la volontà delle Regioni di agire non solo come beneficiarie delle politiche europee, ma come protagoniste nella loro costruzione.
Fonte: FIRST-ART ER



