L’European Institute of Innovation and Technology ha pubblicato una ricerca che quantifica gli effetti economici e sociali generati dalle sue otto Knowledge and Innovation Communities (KICs), le reti europee che collegano imprese, università e centri di ricerca per affrontare le principali sfide della società.

L’indagine mette in luce come l’approccio dell’EIT, fondato sull’integrazione tra formazione, ricerca e innovazione, abbia prodotto risultati tangibili non solo nell’avanzamento tecnologico, ma anche in termini di crescita, creazione di posti di lavoro e capacità di attrarre capitali.

Numeri che raccontano impatti concreti

Nel solo anno 2023, le imprese supportate dalle KICs hanno registrato:

  • Oltre 15,7 miliardi di euro di investimenti esterni attratti, a fronte del sostegno iniziale dell’EIT.
  • Una crescita media dei ricavi più che raddoppiata tra le realtà coinvolte.
  • Un tasso di sopravvivenza aziendale superiore al 90%, ben al di sopra della media europea.
  • Più di 92.000 posti di lavoro sostenuti in Europa grazie alle attività delle realtà collegate alle KICs.
  • Una quota significativa di imprese dl tipo high-growth, molto più alta rispetto alla media EU.

Le comunità dell’innovazione come motore di crescita

Le otto comunità prese in esame – tra cui EIT Climate-KIC, EIT Digital, EIT Health, EIT Food e EIT InnoEnergy – operano in settori strategici per l’Unione europea, dall’energia sostenibile alla salute, fino alla mobilità urbana e al digitale.

Secondo lo studio, il modello EIT non si limita a distribuire risorse, ma agisce da leva per mobilitare ulteriori fondi pubblici e privati, moltiplicando l’effetto degli investimenti iniziali e rafforzando la crescita basata sull’innovazione.

Per l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione campano, questo studio conferma il ruolo delle KICs come piattaforme europee che incidono in modo significativo sulla competitività, sull’occupazione e sulla sostenibilità dei sistemi innovativi, offrendo spazi concreti di collaborazione transnazionale per università, centri di ricerca e imprese.

Fonte: EIT