sabato, dicembre 5, 2020

Italia-Cina, la cooperazione continua | Intervista a Valeria Fascione

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L’intervista a Valeria Fascione, Assessore all’Internazionalizzazione, Startup e Innovazione a cura di CITTÀ DELLA SCIENZA · CENTRO INTERNAZIONALE PER IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO CASA CINA

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Dall’inizio dell’emergenza, la Regione Campania ha risposto sempre in modo molto energico ed appropriato nelle misure prese per fronteggiare la diffusione del Covid 19, spesso anticipando anche il governo. Quanto è stato importante in questa emergenza il lungo rapporto che la Regione Campania intrattiene con la Cina, ad esempio in termini di insegnamento dal modello cinese oppure di azioni di solidarietà e cooperazione con istituzioni cinesi durante questo periodo? 

La Regione Campania ha una lunga storia di amicizia con la Cina, oltre dieci anni di attività di cooperazione sui terreni della scienza e dell’innovazione che hanno permesso a centinaia di centri di ricerca, Università e imprese – grazie al prezioso supporto di Città della Scienza – di conoscersi e di lavorare insieme sulle nuove frontiere tecnologiche.

Le collaborazioni internazionali sono fondamentali per l’avanzamento della scienza e mai come oggi – dove la pandemia è su scala globale – è chiaro a tutti che la sconfitta del virus è e dovrà essere una sfida collettiva, che non potrà essere vinta senza la messa in comune dei risultati delle diverse sperimentazioni, protocolli innovativi e dei progressi dei tanti team di ricerca al lavoro su scala internazionale.

Ne è una testimonianza – e di questo ne siamo orgogliosi – il successo della collaborazione tra l’Istituto Tumori Pascale di Napoli e il First Affiliated Hospital University dell’Università della Scienza e della Tecnologia della Cina, i cui risultati sono oggi oggetto della sperimentazione coordinata dal prof. Ascierto, che tanto fa ben sperare in termini di riduzione della mortalità dovuta al Covid19. Importante anche l’attività di cooperazione sempre in tema Covid19 tra l’Ospedale del Mare e l’Ospedale dell’Università di XI’AN.

Tra le tante storie di solidarietà invece, mi piace ricordare la donazione di 5 respiratori alla nostra protezione Civile da parte della ZTE agli inizi di marzo, quando l’emergenza era proprio al suo apice, distribuiti poi in altrettanti ospedali campani.

La pandemia ha stravolto le economie del mondo ma ha permesso anche di aprire nuove frontiere tecnologiche, quali sono a suo parer le più significative?

Sicuramente la conferma che abbiamo avuto a seguito di questa difficile emergenza sanitaria è stata l’arretratezza del processo di digitalizzazione del sistema Italia: dagli ospedali, alle scuole, ai trasporti, alle imprese. Ma come in tutte le crisi, ci sono anche degli aspetti positivi, e l’Italia ha dimostrato di essere un Paese in grado di reagire e di fronteggiare l’emergenza in maniera efficace. L’esperienza della Campania ne è una prova. Fin dai primi giorni della pandemia, la Regione Campania ha fatto fronte all’emergenza sanitaria con un forte coordinamento degli interventi in tutti i settori strategici: dalla riconversione di strutture sanitarie e posti letto dedicati COVID-19, alla fornitura di apparati e dispositivi, dall’organizzazione del personale sanitario alla gestione dei tamponi per l’individuazione dei soggetti positivi. A supporto di tutte le iniziative poste in essere dall’amministrazione regionale, è stato creato anche un gruppo di lavoro sulle Tecnologie Digitali per l’Emergenza COVID-19 che nel giro di due mesi, con lo straordinario coinvolgimento di diverse startup innovative,  ha realizzato soluzioni tecnologiche sia dal punto di vista del contenimento della propagazione, sia dal punto di vista dell’assistenza e del supporto ai decisori, agli operatori, ai cittadini ed alle imprese,  affiancando il lavoro dell’Unità di Crisi, della Protezione Civile e della Direzione Generale Tutela della Salute della Regione Campania.

Per le scuole invece, abbiamo lanciato il programma Smart School che vede oggi coinvolti più di centomila studenti nell’utilizzo della piattaforma WEBEX per la didattica a distanza, offerta da Cisco in collaborazione con Apple, e che vede un centro di supporto dedicato ai docenti e gestito dagli operatori delle nostre Academy del Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio della Federico II.

Tornando alla cooperazione con la Cina, quali saranno secondo lei le nuove sfide per la cooperazione scientifica e tecnologica nel post Covid 19?

Mi piace immaginare che presto potremo tornare a parlare di sviluppo, di innovazione e di tecnologia, a parlare di futuro non per forza in chiave anticovid!

Il tema delle scienze della vita nella cooperazione scientifica tra Campania e Cina ha sempre avuto un ruolo primario, basti pensare al Joint Centre di Chengdu promosso dal CNR e alle centinaia di operatori cinesi che ogni anno vengono a Napoli, presso i laboratori del Cardarelli e del Pascale per corsi di aggiornamento sulle nuove tecnologie robotiche. A seguito di questa emergenza sono nate nuove linee di collaborazione tra ospedali e mi auguro che possano svilupparsi nuove ed interessanti linee di ricerca e di sperimentazione.

Sul fronte della manifattura 4.0, di grande interesse è la recente costituzione del CI-LAM (China-Italy Joint Lab on Advanced Manufacturing), laboratorio di ricerca e di formazione congiunto italo-cinese incentrato sui temi della Fabbrica Intelligente nato dalla partnership tra la China Science and Technology Automation Alliance (CSTAA), la Tsinghua University di Pechino, l’Università Federico II e Campania NewSteel.

Ma anche il settore dei Beni culturali sta avendo un grande slancio, ancora più importante quest’anno che ricorre il cinquantenario dell’apertura delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina.

Le città di Pompei ed Ercolano, con i loro siti archeologici, sono gemellate con la città di XI’AN famosa per i suoi “Guerrieri di Terracotta” cosi come il Mann ha esportato in Cina la Mostra “Pompei. The infinite life” e ospitato dalla Cina la mostra “Mortali e Immortali” con uno straordinario successo di pubblico.

Per chiudere con un riferimento alla pandemia, la riapertura a Chengdu al pubblico lo scorso 18 marzo della mostra “Paestum-una città del Mediterraneo antico“, chiusa all’indomani dell’emergenza sanitaria in Cina, è stato un segnale molto bello e incoraggiante. Per noi che in quel momento eravamo ancora nel pieno dell’emergenza, questa riapertura ha rappresentato un segno beneaugurante, un epilogo positivo per la Cina e un auspicio di prossimo ritorno alla normalità per il Parco Archeologico di Paestum e per i tanti altri siti culturali presenti nel nostro bellissimo Paese.

In particolare per la Regione Campania, come si integreranno le azioni di internazionalizzazione e cooperazione nella strategia regionale per il rilancio dell’economia? Sono previsti ad esempio strumenti straordinari a supporto delle imprese?

Le più recenti analisi pubblicate sul fronte delle prospettive economiche globali ed italiane confermano la gravità della crisi in corso: l’economia mondiale subirà nel 2020 una contrazione di oltre il 3%. Particolarmente severe saranno le conseguenze della pandemia per le economie avanzate (- 6,2%) all’interno delle quali l’Italia vanterà un triste primato in termini di caduta del PIL (- 9,2%), con una decrescita delle esportazioni stimata al -5,1%.

Per fronteggiare tutto ciò, lo sforzo che congiuntamente Regioni, Governo, ICE, operatori, devono fare, è spingere ancora di più l’acceleratore verso il digital export, aiutare i piccoli produttori a dialogare con il mondo in maniera più snella veloce ed efficace, ripensare il modo di organizzare le fiere in chiave più virtuale, puntare sulla formazione di figure professionali in grado di supportare le aziende e di orientarle nelle dinamiche della platform economy.

Su tutto questo lavoreremo e, come sempre, cercheremo di aprire nuovi spazi e nuove opportunità per le straordinarie realtà, tecnologiche e non, presenti nel nostro territorio. La Cina in tutto questo, sarà come sempre un partner di eccellenza.